Intervista ad Andrea Turco sulla Settimana della Birra

Manca davvero poco e anche la 6a Edizione della Settimana della birra artigianale prenderà il via.
Per i meno esperti, la Settimana della birra artigianale nasce da un’idea di Andrea Turco, famoso blogger (Cronache di birra) e degustatore italiano, che negli ultimi anni si è cimentato anche nell’organizzazione di grandi eventi (vedi Fermentazioni)
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Questa settimana nasce sulla scia della craft beer week che si tiene da annni negli Stati Uniti, una settimana interamente dedicata alla birra artigianale, o meglio alla craft beer, in tutto il Paese.E su questa base Andrea ha voluto riproporre anche in Italia questa semplice ma efficace iniziativa, un modo per promuovere il settore, per dare uno spazio di visibilità ai locali, un modo anche (tramite promozioni) per avvicinare i neofiti a questo mondo. A tutto ciò possono partecipare sia i locali, quanto i birrifici, che le associazioni del settore.

Basta aderire seguendo le procedure che trovate sul sito, c’è ancora possibilità! Come aderire

Ma chi meglio di Andrea Turco in persona per raccontarci un po’ più “inside” questa iniziativa?

S: Cerchiamo di ripercorrere le origini di questa tua idea: in che momento storico per il settore della birra artigianale nasce l’idea di creare questa iniziativa? E cosa ti ha spinto a farlo?

A: La Settimana della Birra Artigianale è alla sua quinta edizione, quindi direi che il debutto ha coinciso col momento di grande boom del nostro ambiente, quando cioè il ritmo di aperture tra birrifici e locali ha iniziato a viaggiare su frequenze davvero impressionanti. All’epoca mi sembrava che fosse nata l’esigenza di sostenere questa forte ascesa con un’iniziativa in grado di unire tutte le realtà operanti nel settore, al fine di non disperdere gli sforzi, ma concentrarli in termini di cultura birraria. L’ispirazione è arrivata dalle altre “beer week” che si tengono nel mondo, in special modo negli Stati Uniti: mi ha sempre intrigato la capacità aggregante di simili eventi ed essere riuscito a riproporla in Italia è per me fonte di grande orgoglio.

S: E come hai visto crescere questa tua creatura negli anni successivi?

A: All’inizio mi sembrava una mezza follia! Cominciai tastando il terreno, per capire se i locali e i birrifici più importanti sarebbero stati interessati a partecipare. Con la prima edizione pensai che ci saremmo fermati a qualche decina di aderenti, invece si superò abbondantemente il centinaio. Poi le edizioni successive furono caratterizzate da una crescita costante, fino ai numeri da record della scorsa edizione, con più di 500 aderenti e oltre 700 iniziative in tutta Italia. Ovviamente l’obiettivo è di superare queste cifre.

S: C’è secondo te una relazione tra i numeri che ci sono stati negli anni per la Settimana della birra artigianale e i numeri in generale del settore birrario?

A: Credo che la crescita della Settimana della Birra Artigianale in questi anni sia dovuta al perfezionamento di diversi aspetti organizzativi. Secondo me la manifestazione ha un appeal molto forte sia tra gli appassionati che tra i curiosi, quindi l’importante è lavorare su alcuni importanti dettagli, in primis sulla comunicazione. È infatti fondamentale dare visibilità al lavoro degli aderenti, perché in ultima istanza sono loro che rendono possibile la Settimana della Birra Artigianale.
Sicuramente poi l’ascesa del mercato birrario in Italia si è ripercossa anche sugli esiti dell’iniziativa, perché c’è una base crescente di soggetti che si lanciano in questo settore e si rivelano interessati a partecipare. La speranza è che questo vicendevole sviluppo sia utile a tutto il movimento italiano.

S: Qual è stato per te il risultato più evidente legato a questa iniziativa e c’è un ricordo a cui sei più affezionato?

A: Al di là della crescita dei numeri, l’aspetto che secondo me documenta il successo della manifestazione è l’entusiasmo birrario che si respira in quei sette giorni. Ci sono appassionati e operatori che partecipano davvero come se fosse una grande festa e vedere unita tutta l’Italia in questa celebrazione, dal birrificio del profondo nord al piccolo pub dell’estremo Meridione, è per me una grande soddisfazione.

S: Ok Andrea, sei stato molto esaustivo, ma prima dei saluti una domanda è d’obbligo: dammi un tuo parere sulla crescita del settore birrario. Cosa trovi di positivo e cosa invece ancora manca?

A: Difficile rispondere a questa domanda, perché i pro e i contro della crescita sono le facce della stessa medaglia. Tra i primi ci metto la facilità con cui la birra artigianale si sta diffondendo tra i consumatori, in particolare nelle fasce più giovani della popolazione. Mi sembra poi che stia timidamente aumentando una certa consapevolezza generale sul mondo della birra e questo non può che giovare al comparto artigianale.
I contro sono ovviamente nelle aberrazioni che una veloce ascesa può nascondere. Negli ultimi anni abbiamo assistito a una mezza invasione da parte di gente poco appassionata, se non addirittura sprovveduta. La birra artigianale è la moda del momento ed è chiaro che faccia gola a tanti. Sicuramente la selezione naturale insita nel mercato farà scomparire i progetti campati per aria e privi di personalità positiva, o almeno è quello che spero. Bisogna allora puntare molto sulla cultura birraria, sia per educare il pubblico nel modo opportuno, sia per evitare che il boom attuale non si gonfi nel giro di pochi anni, rivelandosi una moda passeggera piuttosto che un radicale cambiamento delle abitudini dei bevitori di birra.

S: Come sempre tanto equilibrio nelle tue parole, allora non posso che ringraziarti per il tempo che ci hai dedicato, augurandoti e augurandoci che quest’anno possano essere ampiamente superati i numeri dell’anno scorso, buona giornata Andrea!

A: Grazie a voi per lo spazio concessomi, grazie per l’augurio e buona giornata!

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Autore dell’articolo: Simone Cozzuto

About the Author

Simone A.G.
Appassionato della birra artigianale in tutti i suoi aspetti. Creatore del network di informazione Alta Gradazione (comprendente Alta Gradazione Torrese). Appassionato di marketing e laureando in Economia Aziendale e Management Le mie birre preferite? Quelle anglosassoni, ma sicuramente dopo le birre acide in tutte le loro sfaccettature.

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