Intervista a Vincenzo Serra, birraio del Birrificio dell’Aspide

Continuano le interviste di Alta Gradazione ai protagonisti del mondo della birra.
Continua anche il mio tour campano che, dopo l’area flegrea, approda in un altro fantastico paesaggio dalla grande storia, ma soprattutto dalle grandi tipicità locali.
Sto parlando del Cilento e precisamente ci troviamo a Roccadaspide.
Questa piccola cittadina in provincia di Salerno, che conta appena 7289 abitanti, nel cuore della Valle del Calore, è particolarmente famosa in ambito gastronomico per il “marrone di Roccadaspide”, una particolare varietà di castagna cui è riconosciuto il marchio IGP.
E’ qui che nel 2011 ha inizio l’avventura brassicola di Vincenzo Serra, birraio e creatore, insieme alla moglie, del Birrificio dell’Aspide.
Anche se non è tra i più “anziani” birrifici campani, il Birrificio dell’Aspide, grazie al sapiente lavoro e alla bravura di Vincenzo, si è saputo ritagliare un grande spazio, diventando tra i birrifici campani più apprezzati, in Campania così come fuori regione, tanto da conquistarsi subito spazio nei maggiori festival birrari nazionali.
ASPIDE 3
Nonostante il successo il birrificio è rimasto sempre fedele alla sua linea di “micro birrificio”, con impianto di produzione da 300 litri, questo almeno fino a pochi mesi fa.
Infatti, come ci ha svelato lo stesso Vincenzo nell’intervista, è in fase di ultimazione l’ampliamento della cantina, che, insieme ad un nuovo impianto da 7 Ettolitri in arrivo, permetterà di incrementare notevolmente la capacità produttiva del Birrificio.
Vincenzo Serra, gode di una grande preparazione in materie scientifiche quali chimica, biochimica e biologia, materie fondamentali per chi si cimenta nel mestiere del birraio e che diventano sempre più differenzianti in uno scenario in cui sempre meno birrai dedicano importanza a tali conoscenze.
Queste doti hanno permesso col tempo al birraio di Roccadaspide di sperimentare molte con le sue birre ed in particolar modo di lavorare con i lieviti. Sono stati pochi i risultati finali che hanno visto commercialmente la luce, uno di questi è stata la Belle Saison in versione brettata, prodotta lo scorso anno in edizione limitata e soltanto in fusti.
La base della birra è la Saison del Birrificio, alla quale sono stati aggiunti 4 differenti ceppi di Brettanomyces, uno dei quali è stato prelevato da Vincenzo direttamente dalla buccia di mela cotogna, segno comunque del lavoro tecnico e anche della volontà di sperimentare con le tipicità del territorio circostante.
Oltre alla Belle Saison e ad altre birre one shot, la linea del birrificio è così composta:
Belle Saison, Farmhouse Ale da 6,2% alc.
Blonde, Golden Ale da 5,5% alc.
Gairloch, Scotch Ale da 7% alc.
Nirvana, Belgian Gold Ale da 7,5% alc.
Jurmanita, India Pale Ale da 6,6% alc.
Fenix, American Pale Ale da 5,8% alc.
Zarina, Baltic Porter da 7% alc.
ASPIDE 2

Ecco allora l’interessante intervista che mi ha concesso Vincenzo Serra.

-Ciao Vincenzo.
Domanda di rito che facciamo a tutti i birrai: raccontaci un po’ da dove nasce la tua passione per la birra e soprattutto da quando è che hai iniziato a farla da te.
Ciao Simone, la mia passione per la birra risale a tanto tempo fa (2000), ed in quel periodo ho iniziato a produrla in casa con le solite tre pentole da 23 litri.

-Quando hai capito che era il momento giusto per lasciare casa ed aprire il tuo birrificio?
Dopo una decina d’anni di homebrewing e sperimentazioni , dove mettevo in pratica anche le nozioni di biologia , biochimica e chimica apprese all’università, mi sono ritrovato dopo vari upgrade dell’impianto ad avere in casa tutta l’attrezzatura per poter aprire un birrificio da 3 hl, quindi nel 2010 richiesi la licenza per la produzione.

-Ad oggi rifaresti quella scelta? Rimpiangi di non aver fatto qualcosa o non rifaresti qualcosa che invece hai fatto in passato?
Lo rifarei altre mille volte , questo lavoro mi ha dato la possibilità di esprimermi e di poter esporre la mia visione della birra. L’unica cosa che rimpiango e di non essere partito con un impianto più grande, ma a questo ho già provveduto a inizio novembre è in arrivo il mio nuovo impianto da 7HL a fiamma diretta che ho disegnato e personalizzato in base alle mie esigenze con alcune innovazioni tecniche.

-Tutti ti riconoscono come un birraio dotato di grandi conoscenze tecniche, in particolare per l’applicazione delle tue conoscenze scientifiche alla birra. Pensi che questo sia un pregio per un birraio o debba essere un punto fermo?
Penso che questo lavoro debba essere svolto consapevolmente, non possiamo ignorare quello che succede in ogni fase fase della produzione e affidarci al fato, se non conosciamo la strada non possiamo mai arrivare alla meta.

-E allora raccontaci, nei limiti del possibile, quello che può essere un tuo difetto da birraio e quale invece può essere un tuo pregio.
-Non me ne vengono in mente 😀 (riportare anche lo smile era d’obbligo)

-Un birraio può essere particolarmente legato a qualcuna delle sue birre per tanti motivi diversi. C’è qualche tua birra alla quale sei particolarmente legato? E nel caso, perché?
Le mie birre sono le mie figlie , le voglio bene tutte indistintamente.

-Che ne pensi del movimento birrario in Campania? Ed in generale in Italia?
Rispondo per la Campania: Io credo che il movimento sia molto cresciuto negli ultimi 2-3 anni ,ad oggi credo che manchi uno spirito imprenditoriale più forte , disperdiamo le nostre energie in ridicole inimicizie e screzi che non hanno alcun senso!

-Sappiamo che stai lavorando a qualche novità birraria. Ci puoi svelare qualche anteprima? Qualche nuova birra?
Sto lavorando a più di una birra e con l’ampliamento della cantina a 70 Hl al mese, posso finalmente
dedicarmi ad una linea di bassa fermentazione pensata esclusivamente per i pub e solo in fusto!

-Ultima domanda, anche questa riproposta anche ad altri birrai.
Immagina che di fronte a te ci sono due persone che hanno una mezza idea di aprire un birrificio. Tu che consigli gli daresti? Cosa pensi sia necessario oggi per potersi permettere di aprire un micro birrificio?
Non è il tempo per l’improvvisazione!

-Grazie mille Vincenzo, auguri per il tuo futuro birrario, alla grande e anche di più!
Grazie a te per questa opportunità!

Autore dell’articolo: Simone Cozzuto

About the Author

Simone A.G.
Appassionato della birra artigianale in tutti i suoi aspetti. Creatore del network di informazione Alta Gradazione (comprendente Alta Gradazione Torrese). Appassionato di marketing e laureando in Economia Aziendale e Management Le mie birre preferite? Quelle anglosassoni, ma sicuramente dopo le birre acide in tutte le loro sfaccettature.

Be the first to comment on "Intervista a Vincenzo Serra, birraio del Birrificio dell’Aspide"

Leave a comment

Your email address will not be published.


*