REWIND: Alta Gradazione al Great British Beer Festival 2014

Giunto al termine della mia vacanza londinese vi farò un resconto di tutto ciò che ho bevuto in questi 7 giorni.
In questo articolo però vi parlerò soltanto del Great British Beer Festival, uno dei festival birrai più importanti d’Europa e che per la prima volta ho avuto modo di testare personalmente.

L’aspettativa, visti i racconti di chi mi ha preceduto negli anni, è tanta.
Purtroppo ho potuto dedicare al festival un solo pomeriggio, che però non è risultato essere poco per godermi questo magnifico evento.
Arriviamo (io e i miei amici) alla fermata di Kensington Olympia alle 17.30 di venerdì 15 agosto.
E si capisce subito che siamo già dentro il festival: una marea di persone che esce dal treno e si dirige verso l’ingresso, a 100 mt.
I biglietti li avevamo già presi online: risparmio di 2 sterline e programma cartaceo gratis (sarebbe costato 2 sterline).
Costo d’ingresso 10 pound (12 se si comprano i biglietti al botteghino).
Entriamo nella splendida cornice dell’ Olympia Exhibition Centre, una cornice maestosa ed immensa, da potersi perdere.

Ingresso al Great British Beer Festival

Ingresso al Great British Beer Festival

All’ingresso troviamo il bancone del Camra dove poter prendere le pinte del festival: ce ne sono di tre formati diversi, tutte a 3 pound, restituibili però (se proprio non si vuole rinunciare a questi 3 pound).
Presa la nostra pinta ci addentriamo e troviamo una serie infinita di stand: birra, food, negozi culinari, negozi del Camra, negozi di collezionismo, di tutto e di più!
Cambiamo i nostri soldi in monete al bancone del Camra e ci dirigiamo verso il primo stand.
Una delle regole che abbiamo imparato prima di partire è che, almeno che non andiate al festival volendo provare delle birre prefissate, l’unico modo per poter bere in santa pace è dirigersi verso uno stand e scegliere una birra a caso: in base allo stile, all’etichetta, alla simpatia di chi è dietro la spina, decidete voi!
Così vado verso il primo stand che mi capita sotto mano, il B10 denominato Stilt Walker.  Subito mi colpisce la birra degli Iron Maiden (la Robinson’s – Trooper), ma non è quella che scelgo, bensì la sua vicina, la Dobber del Birrificio Marble Brewery di Manchester: una birra classificata come Ipa, 5,9% alc, che presenta i classici connotati di una Ipa in stile inglese, una base morbida di biscotto che si amalgama con il terroso e l’erbaceo dei luppoli neozelandesi.

Dopo la prima birra inglese decido di voler provare qualcosa di estero e mi dirigo in un’altra zona dell’Olympia.
Non faccio a tempo che la mia attenzione si rivolge ai tanti giochi (più o meno d’azzardo) organizzati dal Camra per autosovvenzionarsi. Provo con la tombola, due numeri per 1 pound, niente da fare, forse era meglio andare direttamente a bere.
Capisco che per ora il gioco è da mettere da parte e vado verso le birre estere e le prime che incontro sono le americane allo stand B19, in fusti, in bottiglia, ne sono davvero tante!
Non sapendo cosa scegliere, alla fine opto per una birra che mi ha sempre affascinato (per l’etichetta), ovvero la Modus Hoperandi (in bottiglia) del birrificio Ska Brewing Co. del Colorado. Affascinato a causa della mia passione per lo Ska e lo stile Mod inglese, sorseggio questa American Ipa molto ben fatta.
Trovo anche il modo di farmi dare da un gentilissimo deskman italiano, che si trovava a servire birre americane, un centinaio e più di tappi che sono andati ad aumentare la mia collezione. Lo ringrazio pubblicamente, semmai si leggesse in questo articolo!

Sono le 19:20, a questo punto arriva il momento per provare quella che qualche giorno prima era stata eletta la migliore birra d’Inghilterra, la Boltmaker del birrificio Timothy Taylor e mi dirigo quindi verso lo stand B18 denominato Ringmaster.
Mi avvicino al bancone chiedo una Boltmaker e il personale del Camra mi fa gentilmente notare che la fila è quella in fondo: circa 100 persone in fila per provare la Boltmaker. Il tempo è poco e non potevo fare quella fila così cerco di tuffarmi su altro. Chiedo la Triple Chocoholic del birrificio Saltaire, ma era finita, così alla fine prendo una Mild High Club del birrificio Birds Brewery di Bromsgrove, birra molto watery, con un finale forte di tostato, cioccolato fondente, da 3,7% alc.

Altro giro, altra corsa, continuo a farmi strada tra la vastità di stand e provo col B9 Fire Breather.
C’è una birra con un simpatico vecchio in etichetta che mi attrae, è la Flat Cap del birrificio Bank Top Brewery di Bolton.
Una bitter con un aroma fruttato iniziale molto contenuto e che si sprigiona durante il sorso e con un retrogusto amaro tipico, birra da 4,0% alc. Piaciuta molto.

Ritento col gioco e questa volta con esiti più favorevoli, in un gioco a metà tra il bowling e il tiro a bersaglio.
Vinco una tovaglietta da pub.
Il tempo sta scorrendo e mi ritrovo alle 21:30 a voler prendere una birra belga.
Vado allo stand delle birre belghe, tedesche, italiane e ceche (il B7) con una voglia matta di acidità.
Chiedo cosa ci sia alla spina di acido ma mi dicono al di là del bancone che non c’è più niente, tutto finito!
Per fortuna incontro Nino Maiorano (proprietario e publica dello Sherwood di Nicorvo e del Lambiczoon di Milano), che da anni è dietro ai banconi del Camra a spillare e servire birre al GBBF, che mi conferma che stanno chiudendo baracca e burattini ed è rimasto poco alla spina. A questo punto propendo per un’italiana, una Ipa, una Gaina in bottiglia del Birrificio Lambrate . La Gaina è una Ipa ambrata da 6% alc. molto beverina, con sentori floreali e fruttati accentuati al palato piuttosto che al naso e con un amaro che ti lascia trasportare sorso dopo sorso.

Scambio un paio di chiacchiere con Nino (che avevo avuto modo di conoscere a Dicembre al Lambiczoon)  ma lo lascio subito al suo lavoro non prima di essermi fatto consegnare qualche sottobicchiere per la mia collezione.
Sono le 22:00, gli stand svuotano tutto e io ne approfitto per raccattare un po’ di sottobicchieri in giro per l’Exhibition Centre.
22:30,  tutti fuori, felici, contenti, non ubriachi e con una gran bella esperienza alle spalle!

About the Author

Simone A.G.
Appassionato della birra artigianale in tutti i suoi aspetti. Creatore del network di informazione Alta Gradazione (comprendente Alta Gradazione Torrese). Appassionato di marketing e laureando in Economia Aziendale e Management Le mie birre preferite? Quelle anglosassoni, ma sicuramente dopo le birre acide in tutte le loro sfaccettature.

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